Articolo – La potenza del colore
Le opere di Mario Arlati in dialogo con i maestri del passato nella sede romana di Banca Generali.

“Inside Art”     #106

Noi probabilmente non ce ne accorgiamo, ma abbiamo la testa piena di relazioni”, in questa semplice citazione di Luigi Ghirri è evocato il principio secondo cui l’arte si spiega da un’unica fonte e da essa si articola, con flusso continuo, nei diversi territori culturali.

L’accostamento di opere contemporanee a pezzi classici può trovare infinite ragioni d’essere, soprattutto se si sceglie di metterlo in atto in una città simbolo di questo incontro: Roma e se ci si prefigge come punto di incontro il tema del colore. Così, dal 12 maggio al 31 gennaio 2017, Banca Generali apre le porte della sua sede romana alla mostra Potenza del colore, un percorso guidato tra i lavori di Mario Arlati. Dopo il successo di critica e pubblico ottenuto a Milano, prosegue il viaggio nell’universo cromatico dell’artista nato a Milano nel 1947, costantemente in dialogo con i grandi maestri del passato sull’esaltazione del colore come elemento centrale per definire le emozioni che caratterizzano l’animo umano.

La mostra è curata da Elisabetta Longari, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Brera di Milano e prodotta da Banca Generali in collaborazione con Contini Galleria D’Arte e Giorgio Baratti Gallerie. La rassegna presenta 21 opere, di diverse dimensioni e materiali, realizzate dall’artista attraverso un percorso di ricerca che inizia dai muri, ai monocromi, per poi passare alla luce, gli ori, i Trapos nati dall’incidentale caduta di colore sugli stracci rivelandone un’inedita bellezza. La commistione di queste esperienze culmina poi nella Potenza del colore dove l’artista arriva anche a cambiare scala intuendo l’espressività delle variazioni cromatiche sulle superfici architettoniche come emerge nelle opere nello skyline di Mosca entrate nel Guinness dei primati per le loro dimensioni.

L’artista milanese si forma alla Scuola d’Arte del Castello Sforzesco e indirizza le prime opere più verso uno stile figurativo; negli anni ’70 scopre la sua dimensione a Ibiza. Da allora vive e lavora nell’isola delle Baleari parecchi mesi all’anno e le sue opere sono una chiara testimonianza del coinvolgimento culturale avvenuto con l’isola. Dal figurativo passa infatti all’informale materico, seguendo le tracce della scuola spagnola.

«Siamo felici – dichiara Gian Maria Mossa, Direttore Generale di Banca Generali – di portare nuovi spunti e riflessioni artistiche con la nostra mostra Potenza del Colore a Roma, città in cui il dialogo tra classico e contemporaneo non smette mai di meravigliarci per fascino e bellezza, l’immaginazione cromatica di Mario Arlati che si espande dalla tela fino a immensi grattacieli sposando fisicità e materia, evoca grande energia e forza. La carica innovativa della mostra si espande oltre il confronto sulla natura e l’espressione del colore nell’arte abbracciando anche il pensiero intorno ai nuovi confini della committenza che trova nuovi spazi e dimensioni per mettersi al servizio dell’arte».

Questa preziosa mostra nasce dunque dall’accostamento di dipinti di Arlati a opere storiche come il celebre La sfida tra Apollo e Marsia del Bronzino che in questa occasione è esposto per la prima volta a Roma. «La mostra – spiega Arlati – è un modo di risvegliare la sinergia tra antico e contemporaneao. Si tratta di un gioco che ho organizzato con Banca Generali, già esposto a Milano che ora abbiamo in programma di portare a Mosca e poi in Cina». Il legame classico-contemporaneo, sotteso secondo una logica di puntuali ed eloquenti rimandi, rappresenta una proposta innovativa; un esempio sperimentale di un percorso dell’arte incentrato non sulle tematiche ma sul colore, rivolto dunque, prima di tutto all’immediatezza della percezione.

Tra gli elementi di novità, la dinamica dell’allestimento, nella sede della banca e fuori da un’istituzione museale preposta per definizione alla memoria dell’arte, inserendosi così nello spirito della mostra con un riflessione che vuole offrire nuovi sguardi sulla produzione culturale.